Investimenti: ecco perché diversificare il portafoglio è importante

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Investire significa rischiare. Per quanto un investimento possa essere considerato sicuro, un certo livello di rischio è sempre presente e deve essere preso in considerazione al fine di evitare spiacevoli ripercussioni sulle proprie finanze.

Ogni individuo che si avvicina al mondo degli investimenti, finanziari o di altro genere, detiene una ben determinata propensione al rischio data da un lato dal suo profilo economico-finanziario, dall’altro dalla capacità psicologica di gestire lo stress. Prima di compiere qualsiasi tipo di operazione, è fondamentale valutare, o meglio far valutare da professionisti del settore, la propria propensione al rischio.

Fatto questo, si potrà procedere con la scelta dei migliori investimenti, tenendo sempre presenti i rischi ad essi correlati, i quali possono essere definiti attraverso vari calcoli statistici, primo fra tutti il VaR; per approfondire l’argomento, potete leggere la definizione di value at risk (VaR). Naturalmente le statistiche possono offrire un quadro generale della situazione, ma non saranno mai esatte al 100%.

Per ridurre i rischi legati agli investimenti, i professionisti del settore consigliano di ricorrere alla diversificazione del portafoglio.

Che cos’è la diversificazione del portafoglio

Nel mondo degli investimenti, il termine “portafoglio” identifica il paniere di asset nel quale si è scelto di investire il proprio capitale. Gli strumenti finanziari che compongono il portafoglio possono essere di vario genere e non necessariamente tutti appartenenti alla stessa tipologia.

Un portafoglio potrebbe benissimo essere composto esclusivamente da azioni oppure da sole obbligazioni, magari afferenti a diverse società o sottocategorie, ma potrebbe anche essere di tipo misto e includere sia azioni sia obbligazioni, oltre a ETF, quote di Fondi Comuni, commodities, investimenti nel forex e via dicendo.

Questa varietà di asset class ed emittenti è proprio quella che prende il nome di “diversificazione” e che, secondo gli esperti, consente di tenere sotto controllo, ma certo non annullare, i rischi collegati al proprio portafoglio di investimento.

In che modo la diversificazione riduce i rischi

Studiare il mercato, gli indici, le fluttuazioni, può aiutare un professionista ad avere un quadro generale della situazione quanto più possibile attendibile, ma questo non significa che le sue previsioni debbano essere sicure al 100%. Non per nulla, come abbiamo detto, per ogni investimento vengono anche calcolati i rischi a livello statistico.

Diversificando il più possibile il portafoglio, introducendovi asset ed emittenti anche molto diversi, si può sperare di trovare un equilibrio tra guadagni e perdite. Naturalmente non tutti gli investimenti permettono di ottenere una diversificazione in grado di ridurre i rischi e, ancora una volta, è preferibile affidarsi a un esperto, magari un consulente finanziario, che possieda gli strumenti giusti per aiutarci a creare un portafoglio diversificato, ma anche ottimizzato per contenere i rischi entro limiti per noi accettabili.

Altri vantaggi della diversificazione del portafoglio

Oltre a ridurre i rischi, la diversificazione ottimizzata del portafoglio di investimento consente di tenere sotto controllo l’emotività. Laddove si investisse tutto il capitale disponibile su un unico asset, ci si potrebbe far prendere dal panico alla prima fase discendente, ritirandosi dall’investimento nel momento meno opportuno, oppure, per non uscire in perdita, si potrebbe posticipare lo stop-loss oltre il limite stabilito nella fase iniziale, peggiorando ulteriormente la situazione.

Suddividendo il capitale tra più investimenti, si è meno soggetti allo stress psicologico del momento in quanto, anche se alcuni asset non vanno nel modo ipotizzato, gli altri potrebbero muoversi in direzione positiva oppure rimanere stabili, permettendo all’investitore di mantenere la lucidità necessaria per non compiere mosse azzardate e attendere i consigli del proprio consulente finanziario.